BREVE COMMENTO AL CONGRESSO INTERNAZIONALE "SALUTE MENTALE E RITARDO MENTALE:
UN APPROCCIO MULTIDIMENSIONALE PER TUTTE LE ETA' DELLA VITA"

(IV CONGRESSO EAMHMR - III CONGRESSO SIRM - I CONGRESSO ISEI)

 

  Mi trovo nella condizione del "Cicero pro domo sua", visto che all'organizzazione e alla realizzazione di questo grande evento scientifico ho partecipato attivamente, e il compito della redazione di questo commento mi è assolutamente scomodo. 

  E' stato un congresso interessante! I contenuti sono stati all'altezza delle aspettative e credo che abbiano permesso a tutti i 500 partecipanti di apprendere qualcosa di nuovo o quanto meno di organizzare e di  integrare le conoscenze precedenti in modo da poter svolgere attività più produttive per i loro utenti. Per me è stato senz'altro così. Del resto confrontarsi con esperti del settore provenienti da 60 diverse nazioni del mondo non può non  fornire nuove risorse di importanza fondamentale per la propria attività professionale.

  Anche i momenti caratterizzati da mancanza di uniformità di opinioni e di esperienze, indispensabili per un congresso scientifico di spessore, sono scaturiti in utili progetti di collaborazione o in nuove ricerche metodologicamente più precise. E' successo anche quando il Dott. Tsiouris (US) ha presentato dati indicanti una prevalenza di malattie psichiatriche nella popolazione con DI paragonabile e quella della popolazione generale.

  Il concetto, la definizione e la diagnosi di Ritardo Mentale sono stati ripetutamente  messi in crisi e, in alcuni momenti del congresso, nessuno degli attuali criteri diagnostici è sembrato più capace di descrivere la vera natura della persona con disabilità intellettiva.

I dati mostrati dal Prof. Salvador-Carulla (Spagna), per esempio, hanno indicato un consistente incremento nel tempo del quoziente di intelligenza della popolazione mondiale, disabile e non, e implicano l'individuazione di una nuova soglia diagnostica.

  Sono state presentate nuove scoperte sui principi genetici e biologici che regolano l'attuazione delle funzioni cognitive, in particolare della memoria e dell'elaborazione dell'informazione.

  Sono state precisate necessità e difficoltà nei percorsi diagnostici, negli interventi terapeutici e nelle attuazioni di studi ciechi e controllati, ma sono state anche  proposte soluzioni: nuovi strumenti per la diagnosi psichiatrica, nuove strategie e nuove tecniche di gestione dei principali problemi clinici.

L'impostazione di base del congresso, rivolta all'arco di vita completo della persona disabile, ha anche

favorito l'esposizione di molti interessanti contributi di psicopatologia e psicoterapia dello sviluppo.

  Il prof. Brown (Canada) ha tenuto, insieme a chi vi scrive, un coinvolgente corso sulla Qualità di Vita che ha fatto da apripista ad numero straordinariamente alto di comunicazioni sull'argomento. Di qualità di vita e delle sue implicazioni in ambito di politica sanitaria europea ha parlato anche il Prof. Felce (UK) nella sessione plenaria dell'ultimo giorno.

  I partecipanti italiani, sebbene numericamente limitati (non più di 140), hanno portato un considerevole contributo all'evento. I lavori presentati sono stati di buona qualità.

  Il congresso nazionale si è mescolato un po' troppo con gli altri due eventi più grandi e ne è rimasto penalizzato, soprattutto in termini di spazio e articolazione: 2 simposi in plenaria e 3 spazi per comunicazioni orali (l'estratto dei lavori in italiano è disponibile alla pagina contributi/abstract dei contributi in italiano...Roma 2003 di questo stesso sito). Si è trattato tuttavia di un sacrificio solo apperente, considerata l'enorme opportunità di apertura alle società internazionali che tale fusione ha permesso.

  La SIRM ha comunque espresso il frutto degli ulteriori recenti progressi in fatto di organizzazione, attività e produttività. Infatti ha presentato almeno tre importanti novità. Due sono uscite editoriali: l'estratto del Giornale Italiano di Psicopatologia interamente dedicato alla prima parte della Consensus Conference nazionale sull'uso degli psicofarmaci nella disabilità intellettiva e il volume sulle Linee Guida internazionali per la Diagnosi Psichiatrica della persona con disabilità intellettiva, traduzione e adattamento italiani del volume dell'associazione europea per la salute mentale nel ritardo mentale. La terza è la creazione di un corso, presso l'Università di Firenze, sulla disabilità intellettiva per laureati in medicina e chirurgia.

  Insomma, alla fine di questa breve descrizione mi sembra che possiate sollevarmi dal dubbio di mancanza di obiettività condividendo il mio giudizio positivo su questo evento scientifico.

  Appuntamento a settembre 2004, Cortona, per il 4° Congresso Nazionale !!! 

 

Firenze, 21/9/03

Dr. Marco Bertelli

responsabile SIRM relazioni, formazione e WEB